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Sarà vero che quando nasce un bambino nasce anche una mamma?

Quando nasce un bambino nasce una mamma

Quando ho letto questa frase per la prima volta ero probabilmente nella sala d’attesa del ospedale per il colloquio finale con l’ostetrica. Ero stanca ma emozionata, ancora qualche monitoraggio e finalmente il mio bimbo sarebbe nato. Era fine luglio e mi sembrava passata un eternità dal giorno in cui commossa e impaurita vedevo spuntare la seconda linea rosa sul mio test. In quel momento ho visto la poesia in quelle semplici parole. Ci vedevo dolcezza, incoraggiamento, speranza, come un arcobaleno dopo una fitta pioggia. In quel momento, saranno stati gli ormoni, credevo fosse così.

Diventata mamma mi sono resa conto che il mio lavoro non è iniziato nel momento del parto, ma molto, molto prima quando mi sono presa cura di Riccardo quando era solo un embrione. Quando sono stata a riposo forzato per piccole complicazioni nel primo trimestre. Quando ogni giorno, per nove mesi, mi sono dovuta fare le punture di eparina. Quando ho detto no ad una cena al giapponese. Quando ho visto il mio corpo ingrandirsi senza sapere come sarei diventata poi.

Personalmente verso il 5/6 mese, appena ho saputo il sesso del mio fagiolino con la morfologica si è concretizzato tutto il mio percorso. Tutte quelle carezze, tutte quelle frasi sussurrate adesso avevano un nome: Riccardo. La sera stessa, tornando a casa, io e Matteo ci siamo sentiti quasi genitori. Certo, sapevamo che alla nascita mancava ancora tutto il terzo trimestre, ma sapevamo che i primi passi che stavamo muovendo, erano nella sua direzione.

Ecco perché iniziamo ad essere mamme dal concepimento e non alla nascita del bambino :

Quando le due linee appaiono sul vostro test le reazioni posso essere diverse : paura, felicità, inadeguatezza, gioia, angoscia e via di seguito,  ma il primo pensiero a cui darete priorità qualora non lo aveste già fatto prima , è prendere l‘acido folico. Questo gesto è tra le prime forme di protezione che una donna dedica al proprio bimbo. Un gesto semplice, che non richiede il minimo sforzo ma che riduce drasticamente alcune patologie importanti come la spina bifida, anencefalia e malformazioni di labbra/palato/tratto urinario. Questa forma di accudimento è l’inizio del nostro istinto materno, il precursore al nostro essere mamme. Oltre all’acido folico un altro prezioso alleato per il nostro bambino bambino è il dha, da iniziare verso il 5 mese aiuterà lo sviluppo embrionale e le capacità visive post nascita.

Per le più fortunate il secondo step riguarda le alcune astensioni obbligatorie (moralmente e non) per una sana gestazione. La rinuncia più grande e maggiormente difficoltosa è quella del fumo. Tutte le donne che hanno maturato questo vizio sanno che è necessario metter da parte sigarette e accendino durante la gravidanza e nel periodo dell’eventuale allattamento. Per una fumatrice navigata interrompere è un vero e proprio sacrificio e come tale và considerato un gesto d’amore doppio.

Eliminare dalla propria dieta gli affettati, le carni crude o poco cotte, il latte non pastorizzato non sono rinunce opinabili. Contrarre la toxoplasmosi in gravidanza porta al bimbo danni permanenti post nascita e aumenta a dismisura il rischio di aborto spontaneo. Astenersi per nove mesi dal prosciutto crudo è un dovere assoluto e in nessun caso si possono ammettere strappi alla regola. Inutile citare l’astensione di alcool e super alcolici, io ho detto no anche al vino durante il pasto, ma voi non siate cosi bachettone!

Queste azioni sono l’inizio della nostra avventura da mamma che con il parto si trasformano e si incentrano nel bellissimo miracolo che abbiamo messo al mondo.

E voi quando vi sete sentite mamme?

 

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