Vario

Di unilateralità e di Nostalgia

Nostalgia: quando si lascia la propria città per amore lo si fa con la gioia nel cuore e una  morsa allo stomaco.   Coscientemente sai perfettamente cosa abbandoni : la quotidianità del tuo quartiere. Il lungo ingorgo delle 18 su via Acaia, il calmo lunedì da Coin in una Roma da giorno di riposo. Un lavoro sudato e lasciato in eredità a malincuore. Il rumore della ferrovia al mattino con il caldo profumo di cornetti appena sfornati. Cornetti, dolci e ripieni , né brioches né paste, cornetti che qui non ho mai trovato. Cornetti che qui se li sognano.   Ed il caos, quel tumulto di persone raggruppate nella metro b all’ora di punta. Cosi tante da non focalizzarne i dettagli, i volti, i sogni ma allo stesso tempo cosi fragili da rompere la barriera della conoscenza con un goffo intruppo.  Nemmeno ad un concerto in piazza ho contato così tante persone qui. qui la confidenza è qualcosa di prezioso, da tenere per sé, figurasi darla ad uno sconosciuto. Spesso la mia solarità è inopportuna, il mio essere presente va’ contenuto, la mia gentilezza frenata. Tutto centellinato a dovere, reprimendo qualsiasi forma di spontaneità,  qualsiasi atto non ponderato. Un vuoto terribile da… Leggi di più… Di unilateralità e di Nostalgia

Vario

➸Sono una sciocca

Sono una sciocca ecco il perché Ieri, come mio solito quando il principino dorme, mi sono ritagliata del tempo per me e mi sono immersa nella lettura di qualche blog. Devo dire che questo famoso #liebsteraward mi ha aperto un’infinità di profili interessanti, così a pelle ne scelsi uno ed iniziai. Lei è una guerriera, una Donna che quotidianamente sta sul pezzo. Alcuni giorni molto carica e combattiva, altri priva di qualsiasi forza. Le sue armi sono particolari: ha i cucchiaini, che a volte son pochi, delle volte riesce a farne una bella scorpacciata. Altre li deve conservare per un momento ben preciso. A me piacciono i cucchiaini, uno se li immagina sempre pieni di qualche prelibatezza, chessò un buon miele di acacia o meglio ancora una bella palata di Nutella. I cucchiaini mettono allegria, ci sono quelli tristi argentati del servizio buono, e poi ci sono quelli in plastica, colorati. Quelli  trovati dentro un pacco di cereali, quelli da colazione : le primissime cose che vedi appena sveglia e che ti mettono il buon umore addosso.  Vorrei andare al primo centro commerciale e cercartene una confezione bellissima, magari rosa a pois, o piccoli, in ceramica, da caffè. Vorrei regalarteli, perché io… Leggi di più… ➸Sono una sciocca

Vario

Nomination #liebsteraward

Diversi giorni fa Gracy mi ha nominato in un simpaticissimo tag:  si tratta di #liebsteraward, un modo carino e simpatico per conoscere e farsi conoscere. Perdona il mio ritardo, ma eccomi qui! Ovviamente io&te ormai ci si segue ovunque 🙂 Le regole sono semplici e brevi per fortuna Pubblicare il logo del Liebster award; Ringraziare il blogger che ti ha nominato e seguirlo; Rispondere alle sue 11 domande; Nominare a tua volta altri  bloggers con meno di 200 followers e informarli; Formulare altre nuove 11 domande per i tuoi bloggers nominati. 1) Presentate il vostro blog utilizzando 5 aggettivi. Riflessivo, chiaro, emozionante, didattico, monotematico. 2) Tre desideri. Avere tutta la vita davanti noi tre, riuscire ad essere una persona migliore ogni giorno, affermarmi sul lavoro. 3) Presentarvi con 5 aggettivi. Socievole, empatica, razionale, leale e sincera. 4) Tre luoghi che vorresti visitare. Parigi, per festeggiare in ritardo la nostra luna di miele. Palermo, per rivivere e farvi conoscere il sole di quella terra. Polonia, per presentarvi la mia famiglia. 5) Il vostro post preferito e perché. Lo devo ancora scrivere, perché ci sono attimi che ancora non ho vissuto. 6) Argomento che affrontate più spesso nel vostro blog. Nonostante sia monotematico tento… Leggi di più… Nomination #liebsteraward

Vario

☞Te..ntativi

On air : ♪ Fra la via Emilia ed il West ♪ La conoscenza di Riccardo la si può equiparare  alle matrioske, avete tutti presente quelle rosse e panciute bambole,striminzite una dentro l’altra, dove a fatica si vede il fondo? Con lui è stato cosi, dal primo incontro in ospedale abbiamo, giorno dopo giorno, sfilato un pezzo alla volta, immergendoci in una reciproca e accurata osservazione. Eppure all’inizio, non capivo i suoi segnali, non sapevo interpretare i suoi piccoli gesti, non coglievo le differenze tra un tipo di pianto e un altro. Vagavo bendata nei meandri del post parto, sommersa da valanghe di consigli non richiesti, con l’allattamento che non si avviava affatto e con tutte le insicurezze che mi annebbiavano la poca razionalità rimasta.   Tentativi, i miei, che ruotavano attorno alle sue funzioni primarie, con una certa pressione sulla velocità nel compiere quei gesti quasi meccanici e le domande alle quali rispondevo da sola eseguendo la mia routine anti pianto.  “Sara il pannolino sporco?” “Avrà fame?” “Vorrà i ciuccio?” “Ha bisogno di stare in braccio?” Il tutto accompagnato da un senso di frustrazione nel non riuscire a placare quelle preziosissime lacrime nell’immediato. Vivere nel terrore che ogni sbaglio segni subito… Leggi di più… ☞Te..ntativi